Noè , decimo patriarca biblico dalla lunga barba bianca
grande intenditore di vini, campò quasi mille anni.
Uomo giusto e pio in mezzo alla depravazione generale.
Unica debolezza quella del buon bicchiere, senza mai eccedere(umh).
Per queste sue virtù si salvò dal diluvio universale.
Costruì la famosa Arca, nella quale si rinchiuse con molti
animali
e, non sapendo quanto avrebbe dovuto rimanervi, riempì la stiva
con numerose botti di vino, per farsi un goccetto ogni tanto.
Dopo 40 giorni e 40 notti ( di sbornie trivialissime), la
colomba da lui inviata tornò con un tralcio di vite tra il becco (asciutto)
segno che il diluvio
era finito e che ancora si poteva coltivare l’uva.
Per la grande gioia, si bevette tutto il vino rimasto (poco)
e si prese una
solenne ubriacatura.Venne deriso dai figli che lo avevano visto ballare
nudo sul ponte dell’Arca e cantare canzoni di bassissima lega.
Riavutosi, Noè promise a se stesso di bere
di meno e meglio;
per cui dedicò molti anni al miglioramento dei vitigni.
A proposito si ricorda ancora l’annata biblica della
vendemmia del 3018 A.C.
Secondo la tradizione egli protegge le navi, i vignaiuoli e…
naturalmente gli ubriachi.